Betting exchange (punta e banca)

Nicola Perri
Ultimo aggiornamento 28 settembre 2026, 11:09
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Un betting exchange è una piattaforma di scommesse in cui i giocatori scommettono l’uno contro l’altro e fissano le quote tra loro, mentre l’operatore abbina le giocate e trattiene una commissione sulle vincite nette. In Italia la formula è nota anche come «punta e banca», perché su ogni esito puoi puntare oppure bancare, cioè fare da allibratore a un altro utente. Dall’altra parte del tavolo non c’è un bookmaker che decide la quota. Il costo, quindi, non si legge nel margine della quota ma nella percentuale prelevata sul profitto.

Betting exchange

Come funziona il punta e banca

Su un exchange ogni esito ha due colonne di quote. La colonna «punta» (back) raccoglie chi scommette che l’esito si verifichi, la colonna «banca» (lay) chi scommette che non si verifichi e accetta di pagare la vincita altrui.

Una giocata diventa valida solo quando trova una controparte disposta a prenderla alla stessa quota. Sotto ogni quota la piattaforma mostra l’importo disponibile, cioè la liquidità del mercato. Se a 2,50 ci sono 40 € in attesa, una tua puntata da 100 € viene abbinata per 40 € e il resto rimane in coda finché qualcuno non lo accetta o finché non la annulli tu.

Chi banca, invece, si espone a un rischio più alto di chi punta.

La responsabilità di chi banca

Quando banchi, la cifra che blocchi sul conto non è la puntata ma la responsabilità, calcolata come puntata della controparte moltiplicata per la quota meno uno. Bancare 10 € a 4,00 significa bloccare 10 × (4,00 – 1) = 30 €. Se l’esito non arriva incassi i 10 € della controparte, meno la commissione; se arriva, paghi 30 €. Più la quota sale, più la responsabilità cresce rispetto a quello che puoi incassare.

Come si calcola la commissione dell'exchange

La commissione è il ricavo dell’exchange e si applica alla vincita netta che realizzi su un singolo mercato, non alla singola scommessa. Se chiudi un mercato in perdita netta non paghi nulla. Il decreto che ha regolato il betting exchange in Italia, il DM n. 47 del 18 marzo 2013, fissa un tetto massimo del 10%, ma le percentuali applicate dagli operatori con concessione ADM restano ben al di sotto.

Betfair, per esempio, dichiara una percentuale base del 4,5% sulle vincite nette di ogni mercato, su cui applica poi uno sconto individuale. Altri operatori usano scaglioni legati al volume o a condizioni promozionali, per cui il tasso effettivo cambia da conto a conto.

Un esempio passo per passo

Punti 10 € a 3,00 e l’esito si verifica.

Vincita lorda: 10 × 3,00 = 30 €.
Vincita netta sul mercato: 30 – 10 = 20 €.
Commissione al 4,5%: 20 × 0,045 = 0,90 €.
Incasso netto: 19,10 €, pari a una quota effettiva di 2,91.

Quel 2,91 è il numero da confrontare con la quota di un bookmaker tradizionale sullo stesso evento. Se il bookmaker paga 2,95, il conto finale è migliore lì, anche se la quota esposta sull’exchange sembrava più alta. Lo sconto sposta il risultato in modo sensibile: con un tasso base del 5% e uno sconto del 40%, 400 € di vincita netta producono una commissione di 400 × 5% × (1 – 40%) = 12 €, lo stesso schema di calcolo illustrato nella guida di Betfair.

Exchange e bookmaker a quota fissa: le differenze

L’errore più comune è trattare l’exchange come un bookmaker con quote più alte. In un bookmaker a quota fissa la quota la decide l’operatore, che ci incorpora il proprio margine: sommando le probabilità implicite di tutti gli esiti si supera il 100%, e l’eccedenza è il suo guadagno.

Su una partita quotata 2,10 / 3,30 / 3,60 il calcolo è 1/2,10 + 1/3,30 + 1/3,60 = 0,476 + 0,303 + 0,278 = 1,057, cioè un margine di circa il 5,7%. Sull’exchange quel margine si sposta: le quote nascono dall’incontro tra utenti, su un mercato liquido la somma si avvicina al 100% e il costo arriva dopo, come commissione su ciò che vinci.

Il secondo equivoco riguarda il cash out offerto dai bookmaker.

Sull’exchange non devi aspettare un’offerta dell’operatore, perché chiudi la posizione da solo bancando a quota più bassa ciò che avevi puntato a quota più alta, o viceversa. È il cosiddetto trading sportivo, e il prezzo di uscita lo fa il mercato. Alcuni operatori offrono comunque una funzione automatica per chiudere la posizione prima della fine dell’evento, come il Moneyback di BetFlag.

Resta il limite pratico della liquidità, che sui campionati minori e sui mercati secondari pesa più di qualsiasi commissione. Lì la distanza tra quota di punta e quota di banca può essere ampia e gli importi disponibili bassi, quindi la quota che vedi sullo schermo non sempre è quella a cui riesci a giocare tutta la cifra. Per giocare legalmente dall’Italia serve un operatore con concessione ADM, e l’offerta exchange sul mercato italiano è concentrata in pochi nomi, tra cui Betfair e BetFlag.

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