Carta coperta del banco nel blackjack

Stefano Bruzzone
Ultimo aggiornamento 19 agosto 2026, 10:48
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La carta coperta del banco è la seconda carta del dealer nel blackjack, distribuita a faccia in giù e mostrata solo dopo che i giocatori hanno completato le proprie mani. In inglese si chiama hole card, ed è il termine che compare spesso nelle schede regole dei casinò online.

Conta soprattutto il momento in cui il banco la riceve e la possibilità di controllarla subito. Da questo dipende quanto rischi quando raddoppi o dividi contro un asso o una carta da dieci, e di conseguenza quale strategia di base va applicata al tavolo.

Carta coperta del banco

Come il banco usa la carta coperta

Nella versione con hole card, diffusa nei casinò americani, il dealer riceve due carte all’inizio della mano: una scoperta, visibile a tutti, e una coperta. Se la carta scoperta è un asso o una carta da dieci, il banco controlla subito quella coperta per verificare un eventuale blackjack, un’operazione chiamata peek.

Quando il blackjack c’è, la mano finisce lì e il banco incassa tutte le puntate che non sono a loro volta un blackjack. Quando manca, il gioco prosegue e ogni giocatore decide sapendo almeno una cosa: il dealer non ha 21 con le prime due carte.

Le probabilità dietro il peek

Il calcolo è semplice se si approssima il sabot a un numero infinito di mazzi. Le carte che valgono dieci sono quattro ranghi su tredici (10, J, Q, K), quindi con un asso scoperto la carta coperta completa il blackjack in circa il 30,8% dei casi. Con un dieci scoperto serve un asso, cioè un rango su tredici, pari a circa il 7,7%. Con un mazzo singolo, contando come nota solo la carta del banco, i valori diventano 16 su 51 (31,4%) e 4 su 51 (7,8%).

Con qualsiasi altra carta scoperta il peek non avviene.

Blackjack europeo: quando la carta coperta non c'è

Nel blackjack europeo, comune nei casinò del continente e in molte versioni online, il banco riceve una sola carta all’inizio. La seconda arriva dopo che tutti i giocatori hanno finito, quindi nessuno verifica il blackjack in anticipo. Nelle regole questa impostazione compare con la sigla ENHC, European No Hole Card.

La conseguenza pratica riguarda le puntate aggiunte durante la mano. Con la regola ENHC piena, se il dealer chiude con blackjack perdi la puntata iniziale e anche le fiches messe con raddoppi e split.

Esiste però una variante indicata come OBO, original bets only, in cui contro il blackjack del banco si perde soltanto la puntata originale e le giocate aggiuntive vengono restituite. In quel caso il tavolo si comporta come uno con hole card e la strategia di base resta quella americana. Quale delle due regole si applichi cambia da operatore a operatore, anche tra titoli con lo stesso nome commerciale. Per questo, in redazione, la prima cosa che controlliamo è la scheda regole del gioco, prima ancora dell’RTP dichiarato.

Ed è qui che cambia la strategia.

Con un 11 contro un dieci del banco, al tavolo con hole card la scelta corretta è raddoppiare, perché il peek ha già escluso l’asso coperto. Senza hole card la strategia di base indica di chiedere carta, dato che un blackjack del banco si porterebbe via anche il raddoppio. L’eccezione principale è la coppia di assi contro un dieci, che conviene dividere comunque. Le fonti di settore stimano il costo della regola ENHC piena attorno allo 0,1% di vantaggio in più per il banco, un valore che varia con le altre regole del tavolo.

Carta coperta, assicurazione e altri equivoci

Il termine si confonde spesso con l’assicurazione, che è invece una scommessa laterale proposta quando il banco mostra un asso. Si punta metà della puntata iniziale sul fatto che la carta coperta valga dieci, e la vincita viene pagata 2 a 1.

Un esempio numerico mostra perché la strategia di base la esclude. Immagina 13 assicurazioni da 5 euro, distribuite secondo le probabilità di un sabot infinito: quattro vincono e rendono 10 euro ciascuna, nove perdono 5 euro ciascuna. Il saldo è 40 euro contro 45, cioè 5 euro persi su 65 puntati, pari a circa il 7,7% della somma assicurata.

Senza hole card, l’esito dell’assicurazione si conosce solo a fine mano, quando il banco pesca la seconda carta.

Un altro equivoco riguarda la carta scoperta del banco, detta upcard, che è quella su cui si basano le tabelle di strategia e non va confusa con la hole card. Chi arriva dal baccarat porta con sé un’ambiguità diversa, perché lì «banco» indica una delle due mani su cui puntare. Nel live casino la regola adottata dal tavolo è riportata nel regolamento consultabile dal gioco stesso, ed è lì che va verificata prima di sedersi.

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