Giochi di sorte a quota fissa: definizione
I giochi di sorte a quota fissa sono giochi a distanza a solitario in cui ogni esito ha una probabilità predefinita e invariabile e il rapporto tra vincita e puntata è noto al giocatore quando punta. La definizione si trova all’articolo 1, comma 3, lettera p), del decreto direttoriale AAMS prot. 2011/666/Giochi/GAD del 10 gennaio 2011. Nella pratica è la famiglia delle slot online e della roulette con generatore di numeri casuali.

Come si calcola la quota restituita
L’articolo 4, comma 4, dello stesso decreto destina al montepremi, su base statistica e al netto dell’eventuale jackpot, almeno il 90% della raccolta. È la soglia minima di quello che il mercato chiama RTP, calcolato sulla probabilità di ciascun esito e non sul risultato di una sessione.
Un RTP del 96% non promette 96 euro su 100 giocati da te stasera.
Il giocatore incontra il dato nelle informazioni che l’articolo 9, comma 1, rende obbligatorie: la percentuale destinata a montepremi e il consuntivo mensile delle vincite per ciascun gioco. Sopra il minimo il valore cambia da titolo a titolo e da operatore a operatore, mentre l’articolo 5, comma 3, limita la posta iniziale di una sessione a 1.000 euro, bonus compresi. Controlla la scheda del singolo gioco, non la media del sito.
Con cosa viene confuso il termine
La quota fissa qui non è quella delle scommesse sportive. Nella scommessa il bookmaker prezza un evento esterno, mentre nel gioco di sorte l’esito esce dal generatore di numeri casuali certificato e la probabilità resta identica a ogni colpo.
Il decreto del 2011 tiene separati i giochi di carte in forma diversa dal torneo ed esclude dal proprio ambito il Lotto. La scheda della Camera sull’articolo 2 del D.Lgs. 41/2024 li colloca invece tra i giochi numerici a quota fissa, citando proprio il Lotto: è una fonte secondaria.
Davanti a una slot definita «legale», la verifica utile è il codice di concessione ADM che l’articolo 9 impone di esporre.



