Redditi diversi nel gioco

Davide Lorusso
Ultimo aggiornamento 12 ottobre 2026, 12:23
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I redditi diversi sono la categoria residuale dell’IRPEF, definita dall’art. 67 del TUIR (D.P.R. 917/1986), che raccoglie i proventi non riconducibili a lavoro, impresa o capitale; il comma 1, lettera d), vi include le vincite di giochi e scommesse organizzati per il pubblico.

Per chi gioca online il termine compare quando ci si chiede se una vincita va dichiarata al fisco. La risposta dipende da chi ha rilasciato la licenza dell’operatore, non dall’importo vinto.

Redditi diversi

Come si calcola la vincita imponibile

L’art. 69, comma 1, del TUIR stabilisce che premi e vincite costituiscono reddito per l’intero ammontare percepito nel periodo d’imposta, senza alcuna deduzione. Le puntate perse non si sottraggono, quindi conta la somma incassata e non il saldo tra depositi e prelievi. È qui che molti lettori confondono queste vincite con i redditi diversi di natura finanziaria della lettera c-bis), dove invece plusvalenze e minusvalenze si compensano.

Un giocatore che deposita 1.000 euro e ritira 3.000 euro da un sito extra UE dichiara 3.000 euro, non 2.000.

Quella cifra si somma agli altri redditi e sconta le aliquote progressive IRPEF.

Quando la vincita va dichiarata

Sui siti con concessione ADM l’imposizione resta in capo al concessionario, e la vincita prelevata non va indicata nel 730 né nel Modello Redditi. Nessun obbligo per il giocatore.

Il comma 1-bis dell’art. 69, in vigore, esclude dal reddito le vincite corrisposte da case da gioco autorizzate in Italia, in un altro Stato UE o in uno Stato SEE. La Cassazione, con la sentenza n. 13038/2021 riportata dalla stampa specializzata, ha confermato l’esenzione per le sale dei Paesi UE; l’estensione ai casinò online con licenza maltese è sostenuta da fonti secondarie, senza un chiarimento ufficiale che abbiamo trovato. Per un residente in Italia, però, giocare su un sito privo di concessione ADM resta un illecito, qualunque sia il trattamento fiscale.

Le vincite da operatori extra UE, come quelli con licenza di Curaçao o Anjouan, rientrano nei redditi diversi e vanno indicate nel quadro RL del Modello Redditi Persone Fisiche, perché nessun sostituto d’imposta ha trattenuto nulla.

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