Sito affiliato: definizione
Un sito affiliato è un portale che recensisce o confronta operatori di gioco e riceve da questi una commissione per ogni giocatore che, passando da un link tracciato, si registra o effettua un deposito. Non è un casinò e non raccoglie puntate: conto gioco, KYC e prelievi restano sempre in capo all’operatore. In Italia questa attività si scontra con l’art. 9 del decreto-legge 87/2018, che vieta qualsiasi pubblicità, anche indiretta, del gioco con vincite in denaro. Sapere chi paga una recensione cambia il modo di leggerla.

Come funziona un sito affiliato
Il meccanismo si regge sul link di tracciamento. Quando un lettore clicca dal sito affiliato verso un operatore, l’URL porta con sé un identificativo che permette all’operatore di attribuire la registrazione a quella fonte e di calcolare quanto deve all’affiliato.
I modelli di compenso più diffusi sono due: il CPA, una cifra fissa per ogni nuovo giocatore che effettua il primo deposito, e la revenue share, una percentuale sul ricavo netto che l’operatore ottiene da quel giocatore nel tempo. Esistono anche formule ibride che combinano le due voci. Percentuali, soglie minime di deposito e durata dell’attribuzione non seguono uno standard di mercato: le fissa ogni singolo contratto, e i contratti di regola non vengono resi pubblici.
Il lettore vede soltanto il link, mentre il resto rimane tra le parti.
Il punto delicato è la revenue share, perché lega il guadagno dell’affiliato alle perdite del giocatore che ha portato. Un accordo a CPA premia l’iscrizione, uno a revenue share premia il volume giocato, e la differenza conta quando valuti quanto sia neutrale una classifica.
Il sito affiliato davanti al decreto Dignità
L’art. 9, comma 1, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo e compresi i canali digitali e i social media. La norma è in vigore, e il comma 2 pone il divieto a carico del committente, del proprietario del mezzo e del sito di diffusione o di destinazione.
Per un sito affiliato questo significa rispondere in proprio, separatamente dall’operatore che lo paga.
La sanzione fissata dal comma 2 è pari al 20% del valore della pubblicità, con un minimo di 50.000 euro per ogni violazione. Con la sentenza n. 172/2026, depositata il 20 ottobre 2026, la Corte costituzionale ha lasciato intatto il divieto, ma ha reso riducibile quel minimo quando risulta manifestamente sproporzionato rispetto alla gravità della violazione e alle condizioni economiche dell’autore. Le cronache di settore che riportano la decisione sono fonti secondarie, e il riferimento da citare resta il dispositivo della Corte.
Il caso che ha toccato direttamente l’affiliazione riguarda Vincitù S.r.l., concessionario sanzionato dall’AGCOM con la delibera n. 121/24/CONS per 388.453,93 euro. Secondo la ricostruzione pubblicata da un avvocato di DLA Piper, tra i contratti esaminati figuravano venti accordi di affiliazione basati su link tracciati e su commissioni legate a depositi e scommesse. Il TAR Lazio ha confermato la sanzione con la sentenza n. 13241/2024.
Gli atti che regolano l'affiliazione in Italia
La tabella raccoglie gli atti che abbiamo verificato sulle pagine ufficiali dell’AGCOM e, per il caso Vincitù e la sentenza costituzionale, su fonti secondarie di settore. Per ciascuno riportiamo lo stato e l’effetto concreto su chi gestisce un sito affiliato.
| Atto | Data | Stato | Effetto sull'affiliato |
|---|---|---|---|
| D.L. 87/2018, art. 9 | 12/07/2018 | In vigore | Divieto anche indiretto, responsabile anche il sito |
| Delibera AGCOM 132/19/CONS | 18/04/2019 | Linee guida applicative | Chiarisce chi e cosa rientra nel divieto |
| Delibera AGCOM 121/24/CONS | 2024 | Confermata dal TAR Lazio | Affiliazioni con link tracciati sanzionate |
| Corte cost., sentenza 172/2026 | Depositata il 20/10/2026 | Divieto confermato | Minimo di 50.000 euro riducibile se sproporzionato |
| Delibera AGCOM 234/26/CONS | Approvata il 07/10/2026 | Proposta posta in consultazione | Più rigore su annunci in siti di recensioni |
Che cosa un sito affiliato non è
L’equivoco più frequente è scambiare il sito affiliato per l’operatore. L’affiliato non detiene una concessione ADM, non apre conti gioco e non gestisce i pagamenti, quindi un reclamo su un prelievo bloccato o su una verifica KYC va rivolto al concessionario e non al portale che ha pubblicato la recensione.
Per lo stesso motivo un affiliato non può rendere «legale» o «sicuro» un sito di gioco.
Quella qualifica dipende da chi ha rilasciato la licenza. Un operatore con concessione ADM lavora nel circuito regolato italiano, mentre uno autorizzato soltanto da un’autorità estera, come quella maltese o quella di Curaçao, resta fuori da quel circuito per il giocatore residente in Italia, qualunque punteggio gli assegni la recensione. Quando una pagina usa quelle parole senza indicare il numero di concessione, controllalo tu sull’elenco dei concessionari pubblicato da ADM.
L’ultima distinzione riguarda i siti informativi collegati a un marchio di gioco. La delibera AGCOM n. 234/26/CONS, che modifica il paragrafo 7 delle linee guida del 2019, propone che un’attività editoriale di questo tipo possa beneficiare dell’esclusione dal divieto solo se è davvero autonoma: direttore responsabile, redazione identificabile, aggiornamenti periodici e contenuti originali, senza link, banner o codici promozionali verso il gioco dello stesso gruppo. Si tratta di una bozza sottoposta a consultazione pubblica di trenta giorni, e fino all’adozione del testo definitivo restano valide le linee guida in vigore.



