Ethereum (ETH)
Ethereum è una blockchain pubblica e programmabile la cui valuta nativa si chiama ether, abbreviata in ETH, e serve a pagare ogni operazione eseguita sulla rete. Nei casinò online lo incontri come metodo di deposito in criptovaluta, ma solo fuori dal circuito dei concessionari ADM. Dal 15 settembre 2022, con l’aggiornamento chiamato The Merge, la rete convalida le transazioni con il proof of stake al posto del mining. Qui trovi come si calcola il costo di un trasferimento e con quali termini viene confuso più spesso.

Come si calcola la commissione gas su Ethereum
Ogni operazione su Ethereum consuma una quantità di lavoro computazionale misurata in unità di gas. La commissione che paghi è il gas usato moltiplicato per il prezzo di ciascuna unità, e si salda sempre in ETH.
Il prezzo si esprime in gwei, cioè un miliardesimo di ether: 1 gwei = 0,000000001 ETH. Dall’aggiornamento EIP-1559 il prezzo per unità è la somma di due parti, la base fee fissata dal protocollo e la priority fee, una mancia facoltativa per il validatore.
La base fee non va a nessuno: viene bruciata, cioè tolta dalla circolazione. Cambia a ogni blocco in base a quanto era pieno il precedente rispetto al target, che è metà del limite di gas, e può salire o scendere al massimo del 12,5% per blocco. Per questo la stessa operazione costa poco di notte e molto durante un picco di traffico, senza che il casinò o il wallet c’entrino.
Un esempio di calcolo
Un semplice trasferimento di ETH consuma 21.000 unità di gas. Con una base fee ipotetica di 10 gwei e una mancia di 2 gwei, il conto è 21.000 × 12 = 252.000 gwei, pari a 0,000252 ETH. Di questi, 0,00021 ETH vengono bruciati e 0,000042 ETH vanno al validatore.
Un trasferimento di token, per esempio di una stablecoin, richiede più gas di un invio di ETH semplice.
Dove il giocatore italiano incontra ETH
Sui siti con concessione ADM non puoi depositare né prelevare in ether. Le criptovalute non rientrano tra gli strumenti di pagamento previsti dalla concessione per il gioco a distanza, che restano mezzi tracciabili in euro intestati a un titolare verificato: carte, bonifico, PostePay, e-wallet come PayPal o Skrill.
Il pulsante «Deposita con ETH» compare quindi su casinò che operano con licenze rilasciate altrove. Lì valgono regole diverse da quelle italiane, e la tutela che ti offre il circuito ADM non si applica.
Anche fuori da quel circuito, alcune caratteristiche di Ethereum pesano sul pagamento in modo concreto. Una transazione confermata non si annulla: se sbagli indirizzo, non esiste uno storno come sulla carta di credito. Se poi il sito ti chiede ETH su una rete diversa da quella da cui invii, i fondi rischiano di non arrivare mai sul conto di gioco. Il valore di ETH in euro cambia mentre la transazione è in coda, e il saldo accreditato può differire da quello che avevi calcolato al momento dell’invio.
Rapido sì, anonimo no.
Molti operatori crypto chiedono comunque la verifica KYC prima del primo prelievo, e i tempi di incasso dipendono dalla loro revisione interna più che dalla blockchain. Le soglie e le modalità di questi controlli variano da operatore a operatore, quindi conviene leggerle nei termini prima di inviare qualsiasi importo.
Ethereum, ether e token: le confusioni frequenti
Ethereum è la rete, ether è la moneta che vi circola. Nel linguaggio comune i due nomi si usano come sinonimi, e anche i casinò scrivono «Ethereum» accanto al logo di ETH nella cassa.
La confusione più costosa riguarda i token. Una stablecoin come USDT o USDC può esistere come token ERC-20 sulla rete Ethereum, ma il suo valore è agganciato al dollaro e non a quello di ether. Per spostarla paghi comunque il gas in ETH, quindi un wallet che contiene solo token e zero ether non riesce a inviare nulla.
Anche «Ethereum 2.0» è un’etichetta superata.
Indicava il passaggio al proof of stake, che si è concluso con The Merge del 15 settembre 2022 unendo la rete originaria con la Beacon Chain in un’unica catena. Da allora i validatori bloccano ETH in staking per avere il diritto di convalidare i blocchi, e secondo ethereum.org il consumo di energia della rete è sceso di circa il 99,95%. Il termine mining applicato a Ethereum descrive dunque un sistema che non esiste più sulla rete principale.
Quanto al confronto con Bitcoin, entrambe sono criptovalute, ma Ethereum nasce per eseguire programmi chiamati smart contract, ed è su questi che si appoggiano i token. Bitcoin non usa il gas: le sue commissioni seguono un meccanismo diverso, e le cifre di una rete non valgono per l’altra.



