Wallet crypto: definizione
Un wallet crypto è il software o il dispositivo che conserva le chiavi private con cui firmi le transazioni in criptovaluta: le monete restano registrate sulla blockchain e il wallet custodisce solo l’accesso. Chi controlla quelle chiavi controlla i fondi. Per questo la prima distinzione da conoscere separa il wallet custodial, dove le chiavi le gestisce un exchange, dal wallet non-custodial, dove le tieni tu. Nel gioco online il termine compare quasi sempre accanto ai casinò che operano senza concessione ADM.

Come funziona un wallet crypto
Ogni wallet lavora con una coppia di chiavi. Dalla chiave pubblica deriva l’indirizzo che comunichi per ricevere fondi, mentre la chiave privata firma ogni invio e non va mai condivisa con nessuno.
Quando crei un wallet non-custodial ricevi una frase di recupero, di solito composta da 12 o 24 parole, che permette di rigenerare le chiavi su un altro dispositivo. In un wallet custodial accedi invece con utente e password, perché le chiavi restano presso il fornitore.
Se perdi la frase di recupero, nessuno può restituirti l’accesso ai fondi.
Wallet crypto ed e-wallet a confronto
Il wallet crypto viene spesso confuso con un e-wallet come Skrill o PayPal. Sono strumenti diversi, e la differenza pesa soprattutto su chi può bloccare, annullare o recuperare un pagamento.
Wallet crypto | E-wallet |
|---|---|
| Custodisce chiavi, non un saldo in euro | Gestisce un saldo in euro presso un operatore |
| Non previsto dalla concessione ADM | Ammesso da molti concessionari ADM |
| Senza frase di recupero l'accesso è perso | Accesso recuperabile con verifica dell'identità |
| Se non-custodial, nessun terzo può bloccare i fondi | L'operatore può sospendere il conto |
| Transazione confermata non annullabile | Contestazioni gestite dal fornitore |
| Commissione di rete variabile per blockchain | Commissioni fissate dal listino del fornitore |
Il wallet crypto nei casinò in Italia
Le cripto-attività non rientrano tra i metodi di pagamento previsti dalla concessione ADM per il gioco a distanza. Finché resta così, un sito che ti propone un deposito da wallet crypto opera senza concessione italiana.
Il motivo sta nei requisiti di tracciabilità: sul concessionario ogni deposito passa da uno strumento in euro intestato al giocatore verificato con il KYC. Un indirizzo blockchain, da solo, non dice chi lo controlla. Fuori dal gioco, chi custodisce crypto per conto terzi in Italia deve ottenere l’autorizzazione come CASP prevista dal regolamento MiCA, rilasciata dalla Consob sentita la Banca d’Italia.
Il wallet in sé è uno strumento lecito; il problema nasce dal sito su cui lo usi.



