Puntata minima
La puntata minima è l’importo più basso che un gioco o un tavolo accetta per una singola giocata, fissato dal provider e configurato dall’operatore. Sotto quella soglia la giocata viene rifiutata. Il numero però cambia significato a seconda di dove compare: sulle slot può riferirsi alla singola linea di pagamento, ai tavoli alla singola posizione o a un settore del panno. Per questo due giochi con lo stesso minimo dichiarato possono costare in modo molto diverso a ogni giro.

Puntata minima sulle slot: linea o spin
Nelle schede tecniche delle slot il valore indicato come puntata minima riguarda spesso la singola linea di pagamento, non il costo totale del giro.
Prendiamo Starburst di NetEnt: dichiara 0,01 € per linea, ma le sue 10 linee sono fisse, quindi ogni spin costa almeno 0,10 €. Solo i titoli con linee selezionabili permettono di scendere davvero a un centesimo per giro, attivando una linea sola. Il dato vincolante resta quello del pannello regole, aperto sul sito del concessionario scelto, perché lo stesso titolo può avere configurazioni diverse da un operatore all’altro.
Limiti del tavolo nel live casino
Ai tavoli di roulette, blackjack e baccarat la puntata minima fa parte dei limiti del tavolo, indicati accanto al massimo prima di entrare. I valori variano molto tra operatori: nella roulette virtuale dei concessionari ADM si trovano minimi da 0,10 €, mentre la roulette live del Casinò di Sanremo indica un minimo di 0,50 € e un massimo di 50 € sul singolo numero. Alcuni regolamenti chiedono sulle puntate esterne, come rosso/nero o pari/dispari, un multiplo del minimo, per esempio cinque volte.
Una fiche sotto soglia viene semplicemente respinta dal software.
Puntata minima, wagering e Martingala
Il requisito di puntata dei bonus, cioè il wagering, è un’altra cosa: indica quante volte va rigiocato l’importo del bonus, non quanto si punta per giro. Va distinta anche dalla puntata massima ammessa mentre un bonus è attivo.
La distanza tra minimo e massimo del tavolo pesa sui sistemi di puntata. Con la Martingala, partendo da 0,50 € su un tavolo con tetto a 50 €, dopo sette perdite consecutive la giocata successiva richiederebbe 64 €: il tavolo non la accetta e il passivo accumulato è già di 63,50 €.
Un minimo basso allunga la serie, ma non cambia il vantaggio del banco.



