Sito mirror nel gioco online

Davide Lorusso
Ultimo aggiornamento 25 settembre 2026, 16:18
  • Sicurezza
  • Strategia

Un sito mirror è una copia di un sito di gioco pubblicata su un dominio diverso dall’originale, collegata allo stesso operatore, agli stessi conti e alla stessa piattaforma. Nel mercato italiano il termine indica quasi sempre un indirizzo alternativo usato da un operatore privo di concessione ADM per restare raggiungibile dopo l’inibizione del dominio principale. Per un concessionario la questione nemmeno si pone, perché il D.Lgs. 41/2024 lega ogni concessione a un solo sito con dominio .it.

Sito mirror

Come funziona un sito mirror

Dal punto di vista tecnico il mirror è un secondo indirizzo che punta allo stesso backend: chi accede trova lo stesso catalogo, lo stesso saldo e le stesse credenziali del dominio originale. Cambia il nome a dominio, magari con una cifra aggiunta in coda, mentre server e database restano quelli dell’operatore.

La ragione per cui esiste è il meccanismo italiano di oscuramento. Quando l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli inserisce un dominio nell’elenco dei siti inibiti, i fornitori di connettività devono impedirne l’accesso dalle proprie reti e reindirizzare le richieste verso un indirizzo indicato dall’Agenzia. Il blocco colpisce il nome a dominio e lascia intatto il sito, che dall’estero resta raggiungibile. Un operatore che registra un nuovo dominio identico al precedente torna così visibile agli utenti italiani, finché anche quell’indirizzo non finisce nell’elenco.

È un inseguimento, e il mirror è lo strumento di chi scappa.

Il modo in cui i nuovi indirizzi arrivano ai giocatori cambia da un operatore all’altro e non segue alcuno standard. Se un sito ti comunica che il suo indirizzo è cambiato senza un motivo tecnico, quella comunicazione dice già molto sulla sua posizione rispetto all’ADM.

Mirror, skin e siti clone a confronto

Il mirror viene confuso soprattutto con la skin e con il sito clone, che sono figure diverse sul piano tecnico e su quello giuridico. La tabella mette a confronto i tipi di sito che il giocatore italiano incontra, con il riferimento normativo dove esiste.

Tipo di sitoCosa replicaChi lo gestisceDominioPosizione in Italia
Sito mirrorSito, conti e saldo dell'originaleLo stesso operatoreDiverso dall'originaleInibibile se manca la concessione ADM
Sito del concessionarioNulla, è l'originaleIl titolare della concessioneUno solo, con estensione .itAmmesso, art. 6 c. 5 lett. o) D.Lgs. 41/2024
Skin o white labelOfferta di gioco del concessionarioUn terzo con marchio proprioSeparatoEsclusa dall'art. 6 c. 5 lett. o) D.Lgs. 41/2024
Sito cloneGrafica e marchio di un sito notoUn estraneo all'operatoreSimile all'originaleTruffa, nessun legame con l'operatore
Sito con licenza esteraNulla, è un sito proprioOperatore senza concessione ADMDiverso da .itNon autorizzato a raccogliere gioco in Italia
Sito di software anti-bloccoAccesso ai domini inibitiTerzi o l'operatore stessoQualsiasiInibibile, art. 102 c. 1 D.L. 104/2020

Le norme italiane sull'inibizione

L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati poggia sull’articolo 1, comma 50, della legge 296/2006, che per l’inosservanza dei provvedimenti adottati prevede sanzioni amministrative da 30.000 a 180.000 euro per ciascuna violazione accertata. L’articolo 102, comma 1, del D.L. 104/2020, convertito dalla legge 126/2020, ha poi esteso il potere dell’ADM di ordinare ai fornitori di connettività la rimozione delle offerte non conformi. L’elenco dei domini inibiti comprende anche siti che pubblicizzano gioco non autorizzato o distribuiscono software per aggirare i blocchi. Entrambe le norme sono in vigore.

Il D.Lgs. 41/2024 regola invece il versante dei concessionari. L’articolo 6, comma 5, lettera o), consente un solo sito con dominio di primo livello nazionale, gestito direttamente dal titolare e di sua proprietà, ed esclude che il sito o qualsiasi elemento dell’offerta sia messo a disposizione di terzi, anche se appartengono allo stesso gruppo societario. Il comma 6, lettera g), impone di esporre in modo visibile il numero della concessione e il marchio dell’Agenzia.

Ne segue che un mirror di un sito con concessione ADM non ha spazio legale.

Resta il lato del giocatore. L’articolo 4 della legge 401/1989 vieta anche la partecipazione a giochi e scommesse gestiti senza concessione. Un conto aperto su un mirror resta inoltre fuori dalle garanzie dei concessionari, a partire dai conti bancari dedicati alle somme dei giocatori previsti dal comma 6, lettera m), dello stesso decreto.

Come riconoscere un sito mirror

La verifica si basa su dati pubblici e non sull’aspetto grafico del sito, che un mirror riproduce per definizione. Quello che controllo per primo è il numero di concessione nel footer, da confrontare con l’elenco dei concessionari pubblicato sul portale ADM. Se il dominio in uso non coincide con quello associato a quel numero, il sito che hai davanti non è quello autorizzato.

Il secondo controllo riguarda l’elenco dei siti inibiti, consultabile sullo stesso portale. Un dominio presente in quella lista accanto a un indirizzo quasi identico ancora raggiungibile è il segno tipico di un mirror. Un’estensione diversa da.it rappresenta un ulteriore indizio, perché nel regime del D.Lgs. 41/2024 il sito del concessionario ha dominio di primo livello nazionale.

Un mirror non diventa «sicuro» o «legale» per il solo fatto di funzionare, e una licenza estera citata nel footer non dice nulla sulla raccolta in Italia se non indica chi l’ha rilasciata e per quale mercato.

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