Aiutare un familiare che gioca troppo: cosa fare

Federica Dalla Libera
| Verificato da: , Analista di regolamentazione e conformità
Ultimo aggiornamento 5 ottobre 2026, 12:12
  • Sicurezza
  • Strategia

Questa guida è per chi vive accanto a una persona che gioca più di quanto possa permettersi, che sia il partner o un figlio ormai adulto. Spieghiamo come riconoscere i segnali, come aprire il discorso senza trasformarlo in un processo e quali strumenti esistono in Italia, dall’autoesclusione tramite il Registro Unico ai servizi pubblici gratuiti.

Abbiamo verificato numeri, orari e regole sulle fonti dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’ADM. Dove una scelta spetta solo al giocatore lo diciamo chiaramente, così sai cosa puoi fare tu e cosa puoi soltanto proporre.

Come aiutare un familiare che gioca troppo

Il gioco problematico raramente si presenta come un evento unico. Di solito emerge da piccoli segnali che, presi uno alla volta, sembrano spiegabili: un prelievo che non torna, il telefono sempre in mano a tarda sera, una scusa vaga per un ritardo.

Prima di parlare, metti in fila i fatti. Annota cosa hai visto e quando, senza interpretazioni: una frase come «il conto è sceso di 400 euro in una settimana» descrive un dato, mentre «sei un irresponsabile» è un giudizio che chiude subito la conversazione.

Altri segnali frequenti sono i piccoli prestiti chiesti a parenti e amici, l’irritazione quando il gioco viene interrotto, le notifiche di bonus e promozioni a ogni ora e il tentativo di recuperare le perdite giocando ancora.

Il disturbo da gioco d’azzardo è riconosciuto e trattato dal Servizio sanitario, quindi parlarne non significa accusare qualcuno di un vizio.

La persona che gioca prova spesso vergogna e tende a minimizzare quello che succede. Aspettarsi un’ammissione completa al primo colloquio è il modo più rapido per restare delusi e per far sentire l’altro messo all’angolo. L’obiettivo realistico della prima conversazione è più modesto: far sapere che hai notato qualcosa, che sei preoccupato e che esistono servizi gratuiti a cui rivolgersi insieme, anche in forma anonima.

I passi per offrire un aiuto concreto

Questa procedura raccoglie le azioni che un familiare può compiere da solo o insieme alla persona che gioca. Non serve completarle tutte nella stessa settimana; conta non saltare la protezione del denaro di casa.

  • Step 1

    Raccogli i fatti prima di parlare

    Scrivi cosa hai notato, con date e importi quando li conosci: movimenti bancari, prestiti chiesti, ore passate al telefono. Un elenco concreto ti evita di generalizzare e rende più difficile liquidare il discorso come un'esagerazione.
  • Step 2

    Scegli un momento calmo e privato

    Evita di affrontare il tema subito dopo una perdita o durante una lite. Parla in prima persona: «mi preoccupa vedere che...» funziona meglio di «tu hai un problema». Lascia spazio alle risposte, anche quando sono difensive.
  • Step 3

    Chiamate insieme il Telefono Verde nazionale

    Il numero 800 558 822 dell'Istituto Superiore di Sanità è gratuito e anonimo, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 16:00. Risponde un'équipe di psicologi che accoglie anche i familiari e indica i servizi della tua zona.
  • Step 4

    Metti al sicuro il denaro di casa

    Separa le spese correnti dai risparmi, togli l'accesso alle carte comuni e non firmare garanzie o finanziamenti. Non saldare i debiti di gioco al suo posto senza un piano condiviso con i servizi.
  • Step 5

    Proponi l'autoesclusione e i limiti

    Solo il titolare del conto può iscriversi al Registro Unico delle Autoesclusioni, con SPID o CIE dal portale ADM. Puoi sederti accanto a lui mentre compila la richiesta, ma non puoi farla al suo posto.
  • Step 6

    Cerca un sostegno anche per te

    Il SerD della tua ASL riceve anche i familiari, gratuitamente e senza impegnativa del medico. I gruppi Gam-Anon sono dedicati a parenti e amici di giocatori. Chiedere aiuto per te fa parte del percorso.
Commento dell'esperto

Il passo che i familiari tendono a rimandare è l’ultimo, perché sembra togliere attenzione a chi gioca. Nei materiali dei SerD e delle associazioni che abbiamo letto torna lo stesso punto: chi sostiene un giocatore senza un proprio spazio di ascolto si esaurisce prima che il percorso dia risultati.

Autoesclusione dal gioco online: come funziona

L’autoesclusione è lo strumento più forte previsto in Italia per il gioco a distanza, e ha un limite che i familiari devono conoscere subito: la richiesta è personale. Lo indica la pagina del Registro Unico delle Autoesclusioni (RUA) dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che abbiamo consultato.

L’iscrizione si fa dal portale ADM con le credenziali SPID o CIE. Ha effetto immediato e vale verso tutti i concessionari autorizzati al gioco online in Italia, non verso un solo sito.

Da quel momento la persona non può aprire nuovi conti di gioco né usare quelli già attivi, se non per prelevare il saldo rimasto.

Durate e categorie di gioco

Il sistema prevedeva in origine durate fisse di 30, 60 o 90 giorni. Con il riordino del gioco a distanza l’ADM ha introdotto durate libere tra 7 e 270 giorni, l’opzione a tempo indeterminato e la possibilità di escludersi solo da alcune categorie, per esempio il casinò, lasciandone attive altre. Queste regole risultano da più fonti di stampa concordi, mentre la pagina statica del RUA che abbiamo letto riporta ancora le vecchie durate: al momento della richiesta, controllate insieme le opzioni che il portale propone davvero.

Il blocco riguarda solo i concessionari ADM. I siti senza concessione italiana restano fuori dal registro, ed è un motivo in più per affiancare l’autoesclusione a un percorso di cura.

Autoesclusione temporanea o a tempo indeterminato

Se la persona accetta di autoescludersi, la prima decisione riguarda la durata. Mettiamo a confronto le due formule sulla base delle regole riportate dalle fonti che abbiamo verificato.

Autoesclusione temporanea

A tempo indeterminato

Durata scelta tra 7 e 270 giorniNessuna data di scadenza
Termina da sola alla scadenzaRevoca solo su richiesta, dopo almeno nove mesi
Non si può accorciare dopo l'attivazioneDopo la revoca il gioco riprende non prima di sette giorni
Può essere trasformata in indeterminataÈ già la forma più restrittiva
Più facile da accettare per chi esitaRichiede una decisione più netta
Utile come prima tregua concordataUtile quando le tregue brevi non sono bastate
Commento dell'esperto

Quello che guardiamo per primo è la reazione della persona alla proposta: una temporanea accettata vale più di un’indeterminata vissuta come imposizione. La temporanea può comunque diventare indeterminata in corso, mentre per tornare indietro dall’indeterminata servono almeno nove mesi di attesa.

Proteggere il denaro della famiglia

Il danno economico del gioco problematico ricade quasi sempre su tutta la famiglia. Proteggere il denaro comune non è un gesto di sfiducia, ma la condizione perché il resto del percorso possa funzionare.

Le misure pratiche dipendono da come è organizzata la casa. Se avete un conto cointestato, chiedi alla banca come separare le spese correnti dai risparmi e quali deleghe revocare. Le carte collegate ai conti comuni restano a chi non gioca, almeno per un periodo concordato.

Sui debiti serve cautela: pagarli in blocco al posto della persona, senza un accordo, rischia di cancellare proprio la conseguenza che l’ha spinta a chiedere aiuto.

Meglio una ricostruzione completa fatta insieme: quanto è dovuto, a chi e con quali scadenze. Il Telefono Verde dell’ISS orienta anche verso servizi in grado di affrontare le difficoltà economiche e legali legate al gioco.

I limiti sul conto di gioco

Se la persona non è pronta all’autoesclusione, un passo intermedio sono i limiti di deposito e di tempo che i siti con concessione ADM mettono a disposizione nell’area personale. Li imposta solo il titolare del conto. In genere ridurre un limite ha effetto subito, mentre aumentarlo richiede un periodo di attesa fissato nelle condizioni dell’operatore: leggetele insieme, prima di considerare il limite una protezione sufficiente.

Numeri e servizi di aiuto in Italia

ServizioGestito daContattoOrariPer chi
Telefono Verde gioco d'azzardoIstituto Superiore di Sanità800 558 822Lun-ven 10:00-16:00Giocatori e familiari
SerD / SMIASL o enti accreditatiSede della tua ASLVariano per sedeGiocatori e familiari
Gam-Anon ItaliaAssociazione di familiari340 498 0895, [email protected]Non indicatiParenti e amici
Registro Unico AutoesclusioniADMPortale ADM con SPID o CIEOnlineSolo il giocatore
Limiti di deposito e tempoConcessionario ADMArea personale del contoOnlineSolo il titolare
Commento dell'esperto

Il primo numero da salvare in rubrica è l’800 558 822, perché accoglie anche chi chiama per un’altra persona e indica il servizio più vicino. Per Gam-Anon il sito ufficiale non riporta orari del centralino: abbiamo indicato i contatti pubblicati senza aggiungere fasce orarie che non abbiamo potuto verificare.

Prendersi cura di sé mentre si aiuta

Chi vive accanto a un giocatore finisce spesso per fare da controllore e da banca nello stesso tempo. È un carico che logora, e non dipende dalla tua forza di volontà.

Puoi rivolgerti al SerD anche se la persona che gioca rifiuta l’aiuto. I servizi per le dipendenze sono gratuiti, si contattano senza impegnativa del medico e possono iniziare a lavorare con i familiari, in attesa che anche il giocatore accetti un percorso.

I gruppi Gam-Anon seguono un programma in dodici passi e chiedono una sola condizione per partecipare: avere un parente o un amico per cui il gioco è diventato un problema.

Ci sono anche confini da porre per te. Puoi decidere di non prestare più denaro e di non coprire con scuse le sue assenze o i suoi debiti davanti ad altri familiari. Dirlo con calma, una volta e in modo chiaro, aiuta l’altro a capire che la situazione è cambiata e che non tutto ricadrà più su di te.

Una ricaduta non cancella il lavoro fatto finora.

Domande frequenti su come aiutare un familiare

Posso iscrivere un familiare al Registro degli autoesclusi?

No. Secondo la pagina del RUA dell’ADM la richiesta è personale e richiede le credenziali SPID o CIE del giocatore. Puoi accompagnarlo nella procedura, ma l’accesso e la decisione restano suoi.

Il Telefono Verde risponde anche ai familiari?

Sì. Il numero 800 558 822 dell’Istituto Superiore di Sanità è rivolto ai giocatori e ai loro familiari. È gratuito e anonimo, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 16:00.

Serve l'impegnativa del medico per andare al SerD?

No. I servizi per le dipendenze sono gratuiti e si contattano direttamente, per telefono o via email. Può rivolgersi anche un familiare o un amico, senza la presenza del giocatore.

Dopo l'autoesclusione si possono ritirare i soldi dal conto di gioco?

Sì. L’iscrizione al RUA blocca l’apertura di nuovi conti e il gioco su quelli esistenti, ma lascia possibile il prelievo delle somme rimaste sul saldo.

Quanto tempo serve per revocare un'autoesclusione a tempo indeterminato?

Secondo le regole riportate dalle fonti che abbiamo verificato, la revoca si chiede dopo almeno nove mesi dall’attivazione. Il gioco torna disponibile non prima di sette giorni dalla richiesta.

Federica Dalla Libera
Autore dell'articolo: Federica Dalla Libera
Analista bonus e gioco responsabile
Traduce in euro i regolamenti dei bonus: quanto va puntato, in quanti giorni, quanto si può prelevare al massimo. Firma anche le pagine su limiti di gioco e autoesclusione.

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