Dichiarare al fisco le vincite di un casinò estero

Davide Lorusso
| Verificato da: , Specialista pagamenti e prelievi
Ultimo aggiornamento 29 settembre 2026, 10:54
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Questa guida spiega come un residente fiscale in Italia dichiara le vincite ottenute su un casinò privo di concessione ADM, quale rigo del Modello Redditi PF compilare e quando il conto gioco aperto all’estero richiede anche il quadro RW. Ogni passaggio si appoggia a norme citate per articolo: l’art. 67, comma 1, lettera d) e l’art. 69 del TUIR, la risoluzione 141/E/2010 dell’Agenzia delle Entrate e l’art. 4 del D.L. 167/1990. Il testo è pensato per chi ha già incassato e vuole mettersi in regola con il fisco.

Come dichiarare le vincite di un casinò estero

Quando una vincita estera entra nel reddito

Il punto di partenza è l’art. 67, comma 1, lettera d) del TUIR, che classifica tra i redditi diversi le vincite di lotterie, concorsi, giochi e scommesse organizzati per il pubblico. L’art. 69, comma 1, aggiunge che queste somme costituiscono reddito per l’intero ammontare percepito nel periodo d’imposta, senza alcuna deduzione. Le giocate perse non abbattono nulla.

Con la risoluzione 141/E/2010 l’Agenzia delle Entrate ha ricondotto a questa categoria le vincite ottenute su piattaforme online estere, indicando come sede il quadro RL dell’allora modello Unico, oggi Modello Redditi PF.

Sul sito con concessione ADM il prelievo è già assolto a monte e il giocatore non ha righi da compilare. Sul sito estero nessuno agisce come sostituto d’imposta, quindi l’onere passa interamente a chi ha vinto.

L’eccezione delle case da gioco europee

Il comma 1-bis dell’art. 69, inserito dalla legge 161/2014 (legge europea 2013-bis) per allineare il TUIR al diritto dell’Unione, esclude dal reddito le vincite corrisposte da case da gioco autorizzate in Italia, in un altro Stato UE o in uno Stato aderente allo Spazio economico europeo. La norma parla di case da gioco, e nella nostra ricerca non è emerso un documento dell’Agenzia che estenda in modo esplicito l’esenzione ai casinò online con licenza europea. Le guide che lo sostengono sono interpretazioni di studi professionali, cioè fonti secondarie. Prima di omettere un importo, ti conviene sciogliere il dubbio con il tuo commercialista.

Concessionario ADM o operatore estero: cosa cambia

La stessa vincita produce obblighi diversi a seconda di chi la paga. Il confronto mette in fila le differenze che contano al momento della dichiarazione, valutate dal punto di vista di chi ha vinto.

Concessionario ADM

Operatore estero senza concessione

Prelievo già assolto a monte, nessun adempimento per il giocatoreVincita sommata al reddito e tassata con IRPEF ordinaria e addizionali
Nessun rigo da compilare in dichiarazioneRigo del quadro RL nel Modello Redditi PF
Perdite non deducibiliPerdite non deducibili, art. 69, comma 1, TUIR
Nessun monitoraggio per il conto gioco italianoQuadro RW possibile per il conto gioco estero
Reclami ad ADM e accesso al Registro Unico degli AutoesclusiTutela affidata al solo regolatore estero, se esiste
Commento dell'esperto

Quello che controlliamo per primo, prima ancora dell’importo, è il numero di concessione ADM riportato sul sito. Da quel dato dipende tutto il resto: se manca, la vincita entra nel reddito complessivo e le perdite dello stesso anno non la compensano in alcun modo.

Indicare la vincita nel Modello Redditi PF

Secondo la risoluzione 141/E/2010, le vincite da casinò online esteri vanno riportate nel rigo RL15 del quadro RL, dedicato agli altri redditi diversi. Numerazione dei righi e codici possono cambiare da un’edizione all’altra del modello, per questo il riferimento va ricontrollato nelle istruzioni dell’anno in cui si presenta la dichiarazione.

L’importo da indicare è la somma lorda incassata nel periodo d’imposta, perché l’art. 69, comma 1, del TUIR esclude qualsiasi deduzione. Vale il criterio di cassa: conta l’anno in cui la vincita è entrata nella tua disponibilità, non quello della giocata.

Le fonti professionali che abbiamo consultato escludono il Modello 730, che presuppone un sostituto d’imposta assente in questo caso.

La vincita si somma agli altri redditi e sconta l’IRPEF progressiva, oltre alle addizionali regionale e comunale. Con la legge 199/2025 gli scaglioni sono diventati tre: 23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.000 e 50.000 euro, 43% oltre questa soglia. Chi ha già redditi superiori a 50.000 euro paga quindi l’aliquota più alta sull’intera vincita, senza poter scalare le perdite. È il calcolo da fare prima di spendere la somma.

La procedura di dichiarazione in quattro passaggi

I passaggi seguono l’ordine in cui servono i documenti. Il primo condiziona tutti gli altri, perché senza la cronologia delle transazioni non si ricostruisce con certezza l’importo da dichiarare.

  • Step 1

    Scaricare la cronologia completa del conto gioco

    Dall'area personale del casinò esporta l'elenco di depositi, vincite e prelievi dell'anno. Conserva anche le email di conferma dei pagamenti: in caso di controllo provano l'importo effettivamente incassato e la data dell'accredito.
  • Step 2

    Calcolare il totale lordo delle vincite

    Somma le vincite percepite nel periodo d'imposta senza sottrarre puntate o perdite, come impone l'art. 69, comma 1, del TUIR. Le fonti professionali suggeriscono di considerare ogni accredito di vincita, anche quando la somma è stata poi rigiocata.
  • Step 3

    Compilare il rigo indicato nel quadro RL

    Riporta il totale nel rigo degli altri redditi diversi del Modello Redditi PF, che la risoluzione 141/E/2010 identifica in RL15. Verifica il codice da usare nelle istruzioni ministeriali dell'anno, perché la modulistica viene aggiornata periodicamente.
  • Step 4

    Valutare il quadro RW e versare l'IRPEF

    Se il conto gioco estero ha superato le soglie di monitoraggio, compila anche il quadro RW. L'imposta dovuta si versa con modello F24 alle scadenze ordinarie del saldo IRPEF, insieme alle addizionali regionale e comunale.
Commento dell'esperto

Nella ricostruzione che consigliamo, il passaggio delicato è il secondo. Chi gioca spesso tende a guardare il saldo di fine anno, che può essere modesto o negativo, mentre la norma guarda alle vincite percepite: la differenza tra i due numeri può essere notevole e va documentata.

Il conto gioco estero e il quadro RW

Il quadro RW risponde a un obbligo distinto dalla tassazione: l’art. 4 del D.L. 167/1990 chiede ai residenti di segnalare le attività finanziarie detenute all’estero, anche quando non hanno prodotto reddito. Il monitoraggio può quindi essere dovuto pure in un anno chiuso senza vincite.

Come regola generale non esiste un importo minimo. L’eccezione riguarda depositi e conti correnti esteri, che non vanno indicati se il loro valore massimo complessivo nel corso dell’anno non supera 15.000 euro. Resta però l’obbligo di compilare il quadro quando è dovuta l’IVAFE, cioè con una giacenza media annua pari o superiore a 5.000 euro, nella misura fissa di 34,20 euro per conto.

C’è poi una questione di qualificazione che le fonti ufficiali non risolvono. Diverse guide professionali assimilano il conto gioco a un conto corrente estero e gli applicano la soglia dei 15.000 euro, ma non abbiamo trovato un chiarimento dell’Agenzia su questo punto specifico. Si tratta di una lettura secondaria, ragionevole ma non confermata, e un saldo massimo vicino alla soglia merita una verifica con il professionista prima di decidere di non compilare il quadro.

Lo stesso ragionamento vale per i wallet elettronici esteri su cui transitano i prelievi.

Il quadro riguarda le attività detenute nel periodo d’imposta e richiede il valore massimo raggiunto, quindi va compilato anche se il conto è stato chiuso prima della fine dell’anno. Se chiudi il conto a novembre, l’obbligo per quell’anno resta.

Regimi fiscali a seconda del tipo di operatore

Tipo di operatoreVincita nel redditoAdempimento principaleRiferimento
Concessionario ADMNo, prelievo già assoltoNessuno in dichiarazioneRegime concessorio ADM
Casa da gioco autorizzata UE/SEENoNessuno nel quadro RLArt. 69, c. 1-bis, TUIR
Casinò online con licenza UE/SEENon chiarito ufficialmenteVerifica con un professionistaArt. 69, c. 1 e 1-bis, TUIR
Operatore extra-UE senza concessioneSì, importo lordoQuadro RL ed eventuale RWArt. 67 TUIR, ris. 141/E/2010
Commento dell'esperto

La riga su cui ci soffermiamo di più è la terza. Abbiamo cercato un documento di prassi che chiarisse se un casinò online con licenza europea rientri tra le case da gioco del comma 1-bis e non lo abbiamo trovato: finché manca, l’esenzione resta un’interpretazione, non un diritto acquisito.

Controlli, sanzioni e limiti del gioco estero

L’Agenzia delle Entrate dispone delle indagini finanziarie previste dall’art. 32 del DPR 600/1973, che le consentono di acquisire da banche e istituti di pagamento i movimenti dei conti intestati al contribuente. Un accredito ricorrente da un operatore estero, senza nulla di corrispondente in dichiarazione, è esattamente il tipo di anomalia che questi controlli fanno emergere.

Chi omette la vincita rischia l’imposta dovuta, gli interessi e la sanzione per dichiarazione infedele o omessa prevista dal D.Lgs. 471/1997, mentre l’omesso quadro RW ha una sanzione propria, proporzionale al valore non dichiarato, fissata dall’art. 5 del D.L. 167/1990. Le misure percentuali sono state riviste più volte e per questo non le riportiamo: vanno lette nel testo vigente al momento della regolarizzazione. Il ravvedimento operoso, attivato prima di un controllo formale, riduce le sanzioni in modo sensibile.

C’è poi un aspetto che la dichiarazione non sana. Il D.Lgs. 41/2024 ha confermato che in Italia il gioco a distanza con vincita in denaro può essere offerto solo dai concessionari ADM, e l’art. 4 della legge 401/1989 sanziona anche la partecipazione a giochi organizzati senza concessione. L’obbligo fiscale resta comunque, perché l’art. 14, comma 4, della legge 537/1993 rende tassabili anche i proventi di attività illecite. Dichiarare la vincita chiude il conto con il fisco; non rende autorizzato il sito su cui è stata ottenuta.

Una licenza estera, da sola, non dice nulla sulla tutela che un giocatore residente in Italia può pretendere.

Domande frequenti sulle vincite estere

Le perdite al casinò estero si possono sottrarre dalle vincite?

No. L’art. 69, comma 1, del TUIR stabilisce che le vincite costituiscono reddito per l’intero ammontare percepito, senza alcuna deduzione. Le puntate perse nello stesso anno, anche sullo stesso conto, non riducono l’imponibile.

Esiste una soglia sotto la quale la vincita non si dichiara?

Per le vincite da operatori senza concessione ADM non abbiamo trovato alcuna franchigia: il TUIR considera reddito l’intero importo percepito. Le soglie di 15.000 e 5.000 euro riguardano il quadro RW e l’IVAFE, non la tassazione.

Le vincite su un sito con concessione ADM vanno dichiarate?

No. Sui siti con concessione ADM il prelievo è già assolto a monte e il giocatore non ha righi da compilare. Conviene comunque conservare gli estratti del conto gioco, utili se l’Agenzia chiede spiegazioni sugli accrediti.

Un casinò online con licenza europea gode dell'esenzione delle case da gioco UE?

Non è chiarito in modo ufficiale. L’art. 69, comma 1-bis, del TUIR parla di case da gioco autorizzate in Stati UE o SEE, e non abbiamo trovato prassi dell’Agenzia che lo estenda espressamente ai casinò online.

Se il conto gioco estero è stato chiuso, serve ancora il quadro RW?

Sì, se nell’anno sono state superate le soglie di monitoraggio. Il quadro RW riguarda le attività detenute nel periodo d’imposta, non solo quelle esistenti a fine anno, e richiede il valore massimo raggiunto.

Davide Lorusso
Autore dell'articolo: Davide Lorusso
Analista di regolamentazione e conformità
Verifica numeri di concessione e domini sull'elenco ADM e spiega cosa cambia, per chi gioca dall'Italia, tra una concessione italiana e una licenza estera: tutele, tasse, reclami.

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