Gestire i debiti di gioco passo per passo
Questa guida è per chi ha accumulato debiti giocando e vuole rimettere ordine nei conti, e per chi sta accanto a una persona in questa situazione. Spieghiamo come fare l’elenco di quello che devi, come parlare con banche e finanziarie, quando conviene una procedura di sovraindebitamento tramite un OCC e quali servizi pubblici in Italia offrono aiuto gratuito. Le norme citate le abbiamo verificate su fonti ufficiali; dove una cifra dipende dal singolo contratto, lo diciamo.

Fare l'elenco completo di ciò che devi
Il primo lavoro non riguarda il gioco ma i documenti: serve un elenco completo di quello che devi, a chi e con quali scadenze. Chi accumula debiti giocando tende a guardare una rata alla volta, e così il quadro reale resta nascosto anche a sé stesso.
Recupera gli estratti conto, i contratti dei prestiti, le comunicazioni delle carte revolving e i messaggi di chi ti ha prestato denaro. Per ogni voce annota l’importo residuo, la rata mensile e il tasso, quando è indicato. Poi somma le rate e confrontale con il tuo reddito netto mensile.
Quel rapporto è il numero da cui dipende tutto il resto.
I debiti verso privati
Esiste una distinzione giuridica che pochi conoscono. L’articolo 1933 del codice civile stabilisce che «non compete azione per il pagamento di un debito di giuoco o di scommessa»: chi ha vinto una scommessa privata contro di te non può farti causa per incassarla. La stessa norma aggiunge che chi ha già pagato spontaneamente, senza frode, non può chiedere indietro il denaro.
Il confine però è stretto, e conviene conoscerlo bene prima di contare su questa regola. Un prestito ricevuto da una banca, da una finanziaria o da un amico che non partecipava al gioco resta un debito ordinario, anche se quei soldi li hai spesi giocando. Secondo la Cassazione la regola dell’articolo 1933 si estende ai prestiti solo quando chi presta è coinvolto direttamente nel gioco. Nella pratica, quasi tutto ciò che pesa sul bilancio di un giocatore indebitato rientra nei debiti normali e va affrontato come tale.
Tipi di debito e prima mossa da fare
| Tipo di debito | Cosa può succedere | Prima mossa |
|---|---|---|
| Prestito personale o finanziaria | Solleciti, segnalazione creditizia, decreto ingiuntivo | Chiedere per iscritto sospensione o rinegoziazione |
| Carta revolving | Interessi alti sul residuo, rata minima che allunga il debito | Bloccare la carta e chiedere un piano di rientro |
| Prestito da familiare o amico estraneo al gioco | Debito ordinario, recuperabile in giudizio | Fissare per iscritto importi e tempi |
| Scommessa persa con un privato | Nessuna azione in giudizio (art. 1933 c.c.) | Non indebitarsi per saldarla |
| Prestito da canali non autorizzati | Rischio di usura, che è un reato per chi presta | Denunciare e contattare una fondazione antiusura |
Fermare il gioco prima di sistemare i conti
Qualsiasi piano di rientro salta se nel frattempo il gioco continua. Per questo il primo intervento riguarda l’accesso ai conti di gioco, non le rate.
Sui siti con concessione ADM puoi chiedere l’autoesclusione dal gioco a distanza, che vale per tutti gli operatori autorizzati in Italia e non per un solo conto. Esiste anche la forma a tempo indeterminato: secondo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è permanente e la revoca si può chiedere solo dopo che siano trascorsi almeno nove mesi. Sul singolo conto restano disponibili i limiti di deposito e di tempo, utili come ulteriore freno ma più facili da aggirare.
Il secondo intervento è sanitario.
I Servizi per le Dipendenze delle ASL, i SerD, trattano il disturbo da gioco d’azzardo. La Regione Lombardia indica che sono totalmente gratuiti e che ci si può rivolgere senza impegnativa del medico, fissando un appuntamento per telefono o e-mail. Un percorso di cura documentato conta anche più avanti: come vedremo, i tribunali lo valutano quando decidono su una procedura di sovraindebitamento.
Il piano di rientro in sei passi
Questi sono i passaggi nell’ordine in cui conviene farli. I primi due si completano in pochi giorni, gli altri richiedono qualche settimana di contatti con i creditori.
- Step 1
Bloccare l'accesso a tutti i conti gioco
Richiedi l'autoesclusione dal gioco a distanza sul portale ADM e chiudi i conti aperti. Rimuovi le app e le carte salvate, così da togliere la possibilità di rigiocare d'impulso nei momenti difficili. - Step 2
Compilare l'elenco completo dei debiti
Per ogni debito annota creditore, importo residuo, rata, tasso e scadenza. Includi anche i prestiti di familiari e amici: un elenco incompleto porta a un piano che non regge. - Step 3
Calcolare quanto resta davvero ogni mese
Sottrai dal reddito netto le spese essenziali: casa, bollette, alimentazione e trasporti. Quello che resta è la cifra massima che puoi destinare ai creditori senza creare nuovi buchi. - Step 4
Scrivere ai creditori prima di saltare rate
Contatta banche e finanziarie per iscritto, spiega la situazione e proponi una rata sostenibile o una sospensione temporanea. Una richiesta fatta prima dell'insoluto trova in genere più disponibilità. - Step 5
Non chiedere nuovi prestiti per pagare quelli vecchi
Il consolidamento ha senso solo se riduce davvero la rata complessiva e il gioco è fermo. Altrimenti sposta il problema in avanti e aggiunge costi di istruttoria e interessi. - Step 6
Contattare un OCC se i conti non tornano
Se la somma delle rate supera stabilmente ciò che puoi pagare, contatta un Organismo di composizione della crisi. Valuta la tua situazione e indica quale procedura del Codice della crisi è percorribile.
Quando servono le procedure di sovraindebitamento
Quando le rate superano in modo stabile ciò che puoi pagare, la legge prevede strumenti specifici. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, il D.Lgs. 14/2019, ha sostituito la vecchia legge 3/2012 e regola tre procedure: la ristrutturazione dei debiti del consumatore, il concordato minore e la liquidazione controllata.
Per un privato la strada più comune è la ristrutturazione dei debiti del consumatore. Con l’aiuto di un OCC proponi un piano con tempi e modalità di pagamento, che può prevedere anche il soddisfacimento parziale dei crediti. Il giudice lo può omologare senza il voto favorevole dei creditori, e per presentarlo non è obbligatoria l’assistenza di un avvocato.
Ci sono però requisiti precisi.
Non devi aver già ottenuto l’esdebitazione nei cinque anni precedenti, né averne beneficiato due volte, e non devi aver causato il sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode. Su questo punto il gioco pesa molto, e la giurisprudenza non è uniforme. La Corte d’Appello di Caltanissetta ha negato l’omologa a un debitore con ludopatia, ritenendo che la dipendenza non giustifichi chi continua a indebitarsi. I tribunali di Catania e Palermo, invece, hanno escluso la colpa grave quando la patologia era documentata e accompagnata da un percorso di cura. Ecco perché la relazione dell’OCC, che descrive le cause dell’indebitamento, e la documentazione del SerD contano quanto i numeri.
Trattativa diretta o piano tramite OCC
Le due strade non si escludono: molti partono dalla trattativa e passano all’OCC quando questa non basta. Qui le confrontiamo sui punti che decidono la scelta.
Trattativa diretta | Ristrutturazione con OCC |
|---|---|
| Nessun costo di procedura, puoi scrivere tu ai creditori | Costi dell'OCC e del gestore, stimati nella relazione |
| Serve il consenso di ogni singolo creditore | Il giudice omologa il piano senza il voto dei creditori |
| Se l'accordo salta, il debito resta per intero | Il piano può prevedere un pagamento parziale dei crediti |
| Puoi iniziare subito, senza documentazione formale | Servono documenti completi e una relazione sulle cause |
Dove chiedere aiuto in Italia
Non serve affrontare tutto da soli, e in Italia esistono servizi pubblici gratuiti dedicati.
Il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al gioco d’azzardo dell’Istituto Superiore di Sanità risponde al numero 800 558 822. È un servizio di counselling anonimo e gratuito, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 16.00. Puoi chiamare per avere informazioni e per sapere quale servizio è più vicino a te.
Per la cura ci sono i SerD della tua ASL, raggiungibili senza impegnativa. Per la parte economica puoi rivolgerti a un Organismo di composizione della crisi: molti sono istituiti presso le Camere di commercio e gli ordini professionali, e il primo passo è chiedere informazioni sulla procedura. Se qualcuno ti offre denaro fuori dai canali bancari, le fondazioni antiusura presenti in molte regioni offrono ascolto e, in alcuni casi, garanzie per ottenere un prestito regolare.
Un’ultima indicazione pratica riguarda chi ti sta vicino. Spesso un familiare scopre i debiti per primo, attraverso un sollecito o un estratto conto. Mostrare l’elenco dei debiti e il piano di rientro a una persona di fiducia rende più facile rispettarlo nei mesi in cui la tentazione di rigiocare per «recuperare» torna a farsi sentire.
Termini correlati
Domande frequenti sui debiti di gioco
Un debito di gioco con un privato si deve pagare per legge?
No. L’articolo 1933 del codice civile esclude l’azione in giudizio per i debiti di gioco o di scommessa. Se però hai già pagato spontaneamente e senza frode, non puoi chiedere indietro il denaro.
Un prestito bancario speso giocando è un debito di gioco?
No, resta un debito ordinario. La regola dell’articolo 1933 si applica ai prestiti solo quando chi presta partecipa direttamente al gioco, quindi banche e finanziarie possono agire per il recupero.
La ludopatia impedisce di accedere al sovraindebitamento?
Non automaticamente. Alcuni tribunali hanno omologato piani quando la patologia era documentata e c’era un percorso di cura; altri li hanno respinti per colpa grave. La documentazione del SerD fa la differenza.
Serve un avvocato per la ristrutturazione dei debiti del consumatore?
Per presentare il piano del consumatore l’assistenza di un avvocato non è obbligatoria. La domanda passa comunque da un OCC, che nomina un gestore e redige la relazione da allegare.
Quanto dura l'autoesclusione ADM a tempo indeterminato?
Secondo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è permanente. La revoca si può chiedere solo dopo che siano trascorsi almeno nove mesi dall’attivazione.




Nella tabella la riga che preoccupa di più è l’ultima. Chi è rifiutato dalle banche finisce spesso da chi presta senza regole, e lì il debito cresce più in fretta di qualsiasi rata. Nella nostra analisi è il passaggio da evitare prima ancora di pensare a come rimborsare.