Come ottenere la chiusura del conto di gioco
Questa guida è per chi ha chiesto a un casinò online di chiudere il conto di gioco e si ritrova, settimane dopo, con l’account ancora attivo, il saldo fermo e le email senza risposta. Spieghiamo perché una richiesta di chiusura può restare sospesa, quali verifiche l’operatore può completare prima di eseguirla e quando il ritardo diventa un inadempimento. Descriviamo poi la procedura di reclamo verso il concessionario e verso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con i termini che abbiamo verificato sulle comunicazioni dell’Agenzia e sulla normativa antiriciclaggio.

Perché la richiesta di chiusura resta in sospeso
Un conto presso un concessionario ADM è un rapporto contrattuale regolato, e la sua chiusura segue le condizioni generali dell’operatore oltre alle norme di settore. Nella maggior parte dei casi il blocco nasce da una pendenza ancora aperta: un prelievo in lavorazione, una scommessa non refertata, un bonus con wagering in corso o una verifica KYC non completata.
Le verifiche di identità meritano un discorso a parte. Il D.Lgs. 231/2007, all’articolo 31, comma 3, impone ai soggetti obbligati di conservare documenti e dati per dieci anni dalla cessazione del rapporto continuativo, e i concessionari di gioco rientrano tra questi soggetti. Ne consegue che la chiusura disattiva l’accesso ma lascia intatto l’archivio, e la richiesta di cancellazione prevista dall’articolo 17 del Regolamento UE 2016/679 trova qui un limite, perché il GDPR esclude la cancellazione quando la conservazione è imposta da un obbligo di legge. Chiedere la chiusura e chiedere la cancellazione dei dati sono quindi due domande distinte, da formulare separatamente.
Una pendenza spiega un ritardo; non lo giustifica a tempo indeterminato.
Quando il ritardo diventa un problema
Se il conto non ha saldo, bonus o giocate aperte e l’identità è già stata verificata, l’operatore non ha motivi tecnici per lasciarlo attivo. In quel caso il silenzio dell’assistenza va trattato come un mancato riscontro, e da lì parte la procedura descritta nei passaggi che seguono.
La procedura per sbloccare la chiusura
I quattro passaggi seguono l’ordine in cui il concessionario e l’Agenzia possono essere chiamati in causa, e ognuno lascia una prova scritta che serve al passaggio successivo.
- Passo 1
Preleva il saldo e chiudi le pendenze
Prima di insistere sulla chiusura, preleva l'intero saldo sul metodo di pagamento intestato a te e chiedi per iscritto come verranno gestiti bonus attivi e giocate aperte. Senza pendenze l'operatore perde l'unica giustificazione tecnica al ritardo. - Passo 2
Invia la richiesta per iscritto con data certa
Usa il modulo dell'area personale o l'indirizzo email indicato nelle condizioni generali, citando il codice del conto gioco. Allega il documento d'identità se richiesto e conserva la ricevuta: la PEC, quando l'operatore la prevede, dà alla richiesta una data opponibile. - Passo 3
Presenta un reclamo formale al concessionario
Se la chiusura non arriva, invia un reclamo all'indirizzo dedicato ai reclami, distinto dall'assistenza ordinaria. Il concessionario deve dare riscontro entro 72 ore, il termine massimo che l'Agenzia ha fissato e che monitora attraverso il proprio portale. - Passo 4
Segnala il caso sul Portale ADM
Senza risposta entro 72 ore, o con una risposta che non risolve, accedi al Portale delle segnalazioni ADM con SPID o CIE indicando conto e concessionario. Chi non ha SPID né CIE può scrivere direttamente all'Ufficio gioco a distanza dell'Agenzia.
Il reclamo al concessionario e all'Agenzia
Il reclamo formale è un atto diverso dalla richiesta all’assistenza, e molti operatori ADM pubblicano un indirizzo dedicato nella sezione reclami o nelle condizioni generali. Inviarlo lì fa partire il termine di 72 ore entro cui il concessionario deve fornire un riscontro, indicato come massimo dall’Agenzia nel comunicato con cui ha presentato il Portale delle segnalazioni.
Il Portale accoglie reclami sui conti di gioco, sulla gestione della concessione e sui prodotti offerti, cioè sugli ambiti in cui ADM ha competenza. L’accesso avviene con SPID o CIE e richiede i riferimenti del conto e del concessionario interessato. Quando l’utente chiede il riesame, l’Agenzia valuta la risposta ricevuta e può aprire un supplemento istruttorio con l’operatore, che fa decorrere ulteriori 72 ore per il riscontro.
Questo canale vale soltanto per i concessionari ADM.
Prima di scrivere all’Agenzia serve controllare che il sito compaia nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato su adm.gov.it, e che il dominio coincida con quello concesso, perché un marchio noto su un dominio diverso non garantisce che la controparte sia lo stesso titolare. Se il dominio non risulta in elenco, la tua segnalazione riguarderà la raccolta illegale e non il rapporto sul tuo conto.
Chiusura del conto o autoesclusione dal RUA
Quando l’obiettivo è smettere di giocare e l’operatore tarda, l’autoesclusione dal Registro Unico degli Autoesclusi offre una strada che non dipende dalla sua collaborazione. Le due misure producono effetti diversi, riassunti qui sulla base delle informazioni pubblicate da ADM e Sogei.
Chiusura del conto | Autoesclusione RUA |
|---|---|
| Riguarda un solo operatore | Vale per tutti i concessionari ADM |
| Eseguita dall'operatore nei tempi del contratto | Effetto immediato, attivabile con SPID o CIE |
| Il saldo va prelevato prima della chiusura | Resta possibile prelevare le somme giacenti |
| Gli altri conti di gioco restano utilizzabili | Nessun conto movimentabile né apribile |
| Definitiva sul singolo conto | Revoca dopo sei o nove mesi, secondo la fonte ADM |
Licenze estere e concessioni cessate
Molti siti raggiungibili dall’Italia operano con licenze rilasciate a Malta, a Curaçao o ad Anjouan, e nessuna di queste autorizza la raccolta di gioco verso i residenti italiani. Su quei siti il Portale delle segnalazioni non è uno strumento utilizzabile, perché l’Agenzia non ha poteri sul rapporto contrattuale con l’operatore.
Definire «sicuro» un sito del genere, senza dire chi ha rilasciato la licenza e con quali regole di reclamo, non dice nulla al giocatore.
In questi casi l’unico interlocutore resta l’operatore, eventualmente affiancato dal canale di reclamo dell’autorità estera, se ne esiste uno aperto ai giocatori. Le procedure variano molto da un’autorità all’altra e, in generale, offrono a un residente italiano tutele più deboli di quelle previste per i concessionari ADM.
Quando è il concessionario a cessare
Diverso è il caso di un concessionario che perde la concessione o non ne ottiene una nuova. Nella transizione al regime del D.Lgs. 41/2024, l’Agenzia ha imposto agli operatori rimasti fuori dalla gara di chiudere i conti e di informare gli utenti sulle modalità di rimborso. Le somme non prelevate in quella fase sono state trattate come fondi dormienti da versare all’Erario, e lo stesso decreto prevede la devoluzione dei saldi fermi da tre anni dall’ultima movimentazione. Un saldo dimenticato su un conto aperto, quindi, non resta tuo per sempre.
I termini che contano in una contestazione
| Riferimento | Termine | Fonte | Stato | Effetto pratico |
|---|---|---|---|---|
| Riscontro al reclamo | 72 ore | Comunicato ADM sul Portale | Operativo | Oltre il termine si coinvolge ADM |
| Riesame dell'Agenzia | Ulteriori 72 ore | Comunicato ADM sul Portale | Operativo | Supplemento istruttorio con l'operatore |
| Conservazione dati antiriciclaggio | 10 anni dalla chiusura | D.Lgs. 231/2007, art. 31, c. 3 | In vigore | La chiusura non cancella i documenti |
| Saldo non movimentato | 3 anni dall'ultimo movimento | D.Lgs. 41/2024 | In vigore | Devoluzione all'Erario |
Le prove da raccogliere prima del reclamo
Un reclamo regge se chi lo riceve può ricostruire la vicenda senza chiedere altro. La Carta dei servizi ADM per il gioco a distanza chiede che la segnalazione indichi il sito di gioco, l’impegno non rispettato, il giorno in cui si è verificato il problema e l’eventuale documentazione a supporto.
Per una chiusura negata, la documentazione utile è quasi sempre la stessa: la copia della prima richiesta scritta con la sua data, le risposte dell’assistenza, l’estratto dei movimenti e la prova del saldo al momento della richiesta. Le conversazioni in chat vanno salvate subito, perché molti operatori non le rendono consultabili dopo la fine della sessione e il loro contenuto, una volta perso, non si ricostruisce più con certezza.
Lo screenshot del saldo vale più di qualsiasi ricordo.
Se nel frattempo si sceglie l’autoesclusione dal RUA, è utile annotarlo nel reclamo, perché chiarisce che la richiesta di chiusura nasce da un’esigenza di tutela e non da una disputa sul saldo. Chi sente di non riuscire a fermarsi trova ascolto anonimo e gratuito al Telefono Verde Nazionale per il gioco d’azzardo problematico, 800 55 88 22.
Termini correlati
Domande frequenti sulla chiusura del conto
Il casinò può rifiutare la chiusura del conto?
Un concessionario ADM può rinviarla finché restano pendenze come prelievi in lavorazione, bonus attivi o verifiche d’identità aperte. Senza pendenze, un ritardo prolungato è contestabile con un reclamo formale e poi sul Portale ADM.
Entro quanto il concessionario deve rispondere al reclamo?
Il termine massimo indicato dall’Agenzia è di 72 ore dal reclamo. Se la risposta manca o non risolve il problema, si può chiedere il riesame sul Portale delle segnalazioni ADM con SPID o CIE.
Chiudendo il conto i miei dati vengono cancellati?
No. Il D.Lgs. 231/2007, articolo 31, comma 3, impone di conservare documenti e dati antiriciclaggio per dieci anni dalla cessazione del rapporto, anche quando il conto non è più accessibile.
Posso autoescludermi mentre aspetto la chiusura?
Sì. L’iscrizione al RUA con SPID o CIE ha effetto immediato su tutti i concessionari ADM, blocca depositi e giocate e lascia comunque possibile il prelievo del saldo giacente.
Cosa succede al saldo di un conto aperto e inutilizzato?
Il D.Lgs. 41/2024 prevede la devoluzione all’Erario dei saldi dei conti di gioco decorsi tre anni dall’ultima movimentazione. Prelevare tutto prima di chiedere la chiusura evita che il saldo resti esposto.




Il passaggio che i lettori saltano più spesso è il secondo, perché una richiesta fatta in chat raramente lascia una traccia utilizzabile. Quello che guardiamo per primo, davanti a un conto che non si chiude, è la data della prima richiesta scritta: è da lì che si misura quanto l’operatore abbia davvero tardato.