Distanziometro nel gioco fisico

Federica Dalla Libera
Ultimo aggiornamento 23 settembre 2026, 15:11
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Il distanziometro è la regola, fissata da leggi regionali o provinciali e da regolamenti comunali, che vieta di aprire sale giochi o installare slot e VLT entro una distanza minima dai cosiddetti luoghi sensibili. Scuole, luoghi di culto, ospedali e centri giovanili sono i casi più citati, ma l’elenco cambia da un territorio all’altro. La misura serve a tenere l’offerta di gioco lontana dalle persone considerate più esposte al rischio di dipendenza.

Distanziometro

Come si calcola la distanza minima

Non esiste una soglia nazionale unica: la decide ciascuna Regione, e le leggi locali oscillano in genere tra 250 e 500 metri.

La Puglia, con la legge regionale 43/2013, fissa 500 metri pedonali, e la Corte costituzionale ha ritenuto legittima quella norma con la sentenza 108/2017. La Campania, con la legge regionale 2/2020, prevede invece 250 metri per le nuove aperture.

Conta anche il metodo di misura, perché la stessa sala può risultare dentro o fuori a seconda di come si traccia la linea. In Lombardia la delibera regionale chiede ai Comuni un raggio di 500 metri in linea d’aria, partendo dal baricentro del luogo sensibile o dal suo ingresso principale e scegliendo la soluzione più restrittiva. Altre norme seguono il percorso pedonale più breve: in Campania il TAR, con la sentenza 2554 del 2026, ha chiarito che va inteso come il tragitto realistico di un pedone medio, senza rispettare in modo rigido ogni attraversamento.

Con cosa viene confuso il distanziometro

Il distanziometro riguarda i locali fisici, non il gioco online.

Un casinò con licenza ADM che apri dallo smartphone non ha un indirizzo da misurare, quindi nessuna soglia in metri si applica alla tua sessione da casa. Online le tutele passano da altri strumenti: limiti di deposito e di tempo, oppure l’autoesclusione nel Registro Unico degli Autoesclusi.

Viene scambiato spesso anche con i limiti orari, che molte leggi regionali affiancano alla distanza ma che restano una misura separata: una regola dice dove si può giocare, l’altra quando. Il vincolo, poi, non tocca solo le sale slot, perché la giustizia amministrativa lo ha applicato anche alle sale scommesse autorizzate dalle Questure. Per i locali aperti prima della norma, le regole su subentri e continuità del titolo cambiano da Regione a Regione, e vale la pena leggere il testo locale invece di presumere un’esenzione generale.

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